Torneo IoScrittore story /1

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Come promesso, ecco come sono andate le cose alle prime tre edizioni del Torneo Letterario IoScrittore cui ho partecipato. A partire da quella del 2010. Dovete infatti sapere che da anni una delle riviste che stazionano regolarmente sul tavolino del bagno di casa è Il Libraio, il periodico di recensioni editoriali pubblicato da GeMS.

Ebbene, un giorno, credo nel febbraio 2010, leggo casualmente su Il Libraio di questo nuovo concorso letterario, il Torneo IoScrittore, alla sua prima edizione, che scade di lì a un mese. Il regolamento prevede che siano gli stessi partecipanti a leggere e votare le opere degli altri concorrenti, con una formula che, sebbene verrà aggiustata più volte, rimarrà sostanzialmente invariata fino a oggi. Le manche di lettura/giudizio sono tre (dalla seconda edizione diverranno due), le prime si basano sul cosiddetto incipit (qualche decina di migliaia di battute iniziali), l’ultima sulla lettura dell’opera completa. Possono partecipare romanzi e raccolte di racconti (dalla seconda edizione i racconti verranno esclusi).

Il problema è che la scadenza è davvero ravvicinata, ho meno di un mese per preparare il testo e partecipare. Intanto mi iscrivo. Poi medito a lungo e infine opto per i racconti. Metto insieme cinque dei racconti inediti che ho a disposizione con protagonista il mio commissario Aldani, ambientati a Venezia (ma non solo), li revisiono, creo un titolo per la raccolta (Florilegio criminale – Le indagini del commissario Aldani), invento uno pseudonimo (è obbligatorio in quanto il Torneo si basa proprio sul totale anonimato dei partecipanti), e quindi invio via Internet (cioè carico sul sito) all’ultimo giorno utile.

Arrivano gli incipit. Leggo e scrivo giudizi, e nel frattempo bazzico il cosiddetto blog di IoScrittore (un incrocio tra un blog, un forum e una chat che sarà perennemente nel mirino per la sua non proprio agevole usabilità…) sul quale i partecipanti al Torneo chiacchierano fino allo sfinimento. Alcuni incipit sono belli, altri sono indecenti, altri stanno a mezza via. Invio i giudizi l’ultimo giorno utile e la prima manche si conclude senza problemi.

Dopo qualche giorno arrivano gli incipit della seconda manche insieme ai giudizi sul mio raccolti nella tornata precedente. Quest’ultimi sono incoraggianti. Di nuovo, leggo e scrivo giudizi, bazzico il blog. Ma stavolta lavorare sul filo del rasoio mi gioca un brutto scherzo. Lo ricordo fin troppo bene. Da qualche parte (sul sito di IoScrittore, mi pare) leggo che la scadenza della seconda manche è il primo di maggio. Mi faso su quella data. Il 30 aprile i giudizi sono scritti, devo solo caricarli sul sito, ma decido di farlo il giorno dopo (l’ultimo, secondo me) ma non appena entro nella piattaforma il sistema mi comunica che la manche è chiusa. Ovunque guardi, trovo scritto che la scadenza era il 30 aprile…

Rimango di sasso. Sono incredulo. Non è possibile. Provo a inviare delle mail allo staff, ma senza esito. Sono squalificato, il regolamento non ammette deroghe. La delusione è tale che accantono il Torneo, dimentico l’indirizzo del sito, infilo tutto il materiale cartaceo che avevo stampato (incipit in primis…) da qualche parte e non ci penso più. Per me il Torneo 2010 è chiuso. Non mi accorgerò nemmeno quando verranno proclamati i vincitori. Un rigetto totale…

Ma a febbraio 2011, l’annuncio della seconda edizione del Torneo mi fa l’occhiolino dalle solite pagine de Il Libraio, appoggiato sempre sullo stesso tavolino nel bagno di casa. La delusione dell’anno precedente è ormai dimenticata, mi riprometto di mettermi d’impegno e comincio a pensare a cosa potrei presentare. Al solito, manca solo un mese alla scadenza, e non posso ripresentare la raccolta dell’edizione precedente in quanto i racconti non sono più ammessi.

Scrivere da zero un romanzo di almeno 160.000 battute (questo è il limite inferiore) è fuori discussione. Di romanzi nel cassetto ne ho uno soltanto, ed è troppo corto, gli mancano 10.000 battute. E’ un romanzo storico ambientato tra Venezia e Candia a metà Seicento. Un romanzo che ha avuto una genesi molto complicata: prima racconto breve nato da un’inspiegabile ispirazione venuta leggendo un vecchio libro scovato tra i miei scaffali. Quindi racconto lungo. Poi sceneggiatura teatrale. Infine romanzo breve. Le ultime tre versioni hanno avuto per obiettivo la partecipazione ad altrettanti concorsi letterari (il romanzo era per il Premio Calvino). Non ho però avuto alcun riscontro.

Non importa, è l’unico romanzo che ho pronto (l’unica cosa “lunga” che sono mai riuscito a scrivere), e ci sono pure parecchio affezionato (in particolare al titolo, Ars construendi, passato indenne tra tutte le versioni), per cui mi butto sulla sua impietosa revisione e sull’allungamento d’ufficio. Al solito, invio il testo l’ultimo giorno utile, le cattive abitudini sono dure a morire…

Le manche stavolta sono soltanto due, una si basa sulla lettura degli incipit (50-60.000 battute), l’altra sull’opera integrale. Faccio il mio dovere. Leggo e giudico (senza fretta, come sempre), frequento il blog e infine invio i giudizi (stavolta almeno un paio di giorni prima del termine ultimo, metti che…). Al Salone del Libro di Torino vengono annunciati i 200 semifinalisti. Ars construendi c’è! E’ in semifinale. Non me ne capacito, nel senso che proprio non ci speravo.

Superato lo choc iniziale, mi occupo dei romanzi della seconda manche, quella che spedirà trenta opere in finale, in premio la pubblicazione in ebook. Qualcuno di loro diventerà anche cartaceo. Al solito leggo e giudico, con molta, troppa calma, al punto che pochi giorni prima della scadenza mi telefona un gentile signore dello staff di IoScrittore per chiedermi se ho intenzione di inviare i giudizi! In effetti me ne mancano un paio, gli altri sono già scritti, anche se non ancora inviati. Rimango un po’ interdetto, e prometto di provvedere per tempo a compiere il mio dovere di partecipante.

La proclamazione dei trenta finalisti è prevista per un sabato di inizio settembre nell’ambito del Festival Letteratura di Mantova. Escludo di andare a Mantova, e decido di seguire la “diretta” Twitter. Quando arriva il momento i titoli scorrono nei tweet in ordine alfabetico. Il mio Ars construendi (grazie alla lettera “A”) è tra i primi. Stavolta sono davvero choccato, sono in finale e il romanzo verrà pubblicato!

Lo staff di IoScrittore mi comunica che ho tempo fino al 15 ottobre per revisionare il mio testo. Ho un mese di tempo per renderlo presentabile. La cosa mi prende la mano al punto che il testo lievita da 160 a 220.000 battute. Molto più dignitoso.

Nel frattempo sbrigo le formalità contrattuali con GeMS, è il mio primo contratto di edizione… In breve arriva la fine di novembre e lo staff mi telefona per comunicarmi che entro pochi giorni mi farà avere le bozze da correggere e vistare. Il mio romanzo farà parte del gruppo dei primi cinque che verranno pubblicati prima di Natale. L’uscita prevista è per il 16 dicembre 2011.

(A suo tempo, su sollecitazione dello staff di IoScrittore, ho buttato giù qualche riga su quella esperienza, che ho deciso di ripubblicare su questo blog col titolo: Tre anni fa la pubblicazione de “Il mistero dell’isola di Candia”: cronache da un torneo (letterario…). A proposito, se avrete la pazienza di leggerlo, capirete che il titolo Ars construendi verrà cassato dallo staff a favore del più “commerciale” – ma anche più “normale” Il mistero dell’isola di Candia)

A quel punto mi do da fare per allestire il mio sito web personale (che è da molti anni sulla carta). Alla fine però mi areno, e mi accontento di preparare almeno il mini-sito del libro. E mi paleso sul blog di IoScrittore, che ho sempre frequentato senza mai postare (un lurker in piena regola… ). Scelgo il nickname “Ars” (chissà perché…) e non lo cambierò mai. Da quel momento non passerà giorno senza almeno un’occhiatina al blog, che diventerà una specie di droga.

Arriva il 2012 e mentre cerco, invano, di capire se il mio ebook stia “andando”, giunge l’ora della terza edizione del Torneo. Naturalmente non ho deposto le armi, ma, al solito, non ho nulla di pronto. L’unica idea valida è quella di un romanzo “tecnologico” con cui riempio da mesi pagine e pagine di appunti. Ho anche scritto qualche “frammento”, tanto per vedere l’effetto che fa, in totale non sono di più di 15-20.000 battute. Alla fine prendo il toro per le corna e comincio a scrivere. Trascorrono 33 giorni di vero delirio. Ogni minuto libero lo passo a scrivere. Mi prendo anche qualche giornata di ferie. Gli ultimi tre giorni mi imbottisco di tachipirina, non mi posso permettere di avere la febbre a 39. Non mi capacito di come ci riesca, ma termino il romanzo, riesco pure a rileggerlo un paio di volte e a inviarlo in tempo. Oltretutto sono 270.000 battute, il mio nuovo record personale!

Leggo incipit, compilo giudizi e attendo la fine della manche. A Torino il romanzo è nell’elenco. Sono di nuovo in semifinale! I giudizi sull’incipit sono buoni, anche se non ottimi, e non poteva essere altrimenti. Coltivo qualche speranza, ma non troppo. E infatti a Mantova, dove decido di recarmi nonostante un mal di schiena bloccante, il mio romanzo non sta nell’elenco. Delusione, d’altra parte non potevo pretendere di più, un miracolo che sia arrivato in semifinale. In compenso ne approfitto per fare un po’ di telecronaca dell’evento a beneficio dei frequentatori del blog di IoScrittore.

Non mi scoraggio. No di certo. Dalla primavera precedente sto lavorando a un nuovo romanzo, un giallo col mio commissario Aldani. Con i racconti mi ha sempre portato fortuna, chissà se… Continuo a scrivere imperterrito, giorno dopo giorno, e termino in autunno. Direi che Acque morte, dopo un paio di revisioni feroci, potrebbe essere il candidato ideale per partecipare al Torneo del 2013…

[La seconda parte della storia la trovate qui: Torneo IoScrittore story /2]
[L’epilogo lo trovate invece qui: Acqua morta esce in libreria il 15 ottobre: cosa è accaduto dietro le quinte ]

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