Torneo IoScrittore story /2

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Nonostante Acque morte, il romanzo con cui intendo partecipare all’edizione 2013 del Torneo Letterario IoScrittore, sia già pronto, ci lavoro su fino all’ultimo. Stavolta il problema è che è venuto lungo e supera di 70.000 battute le 500.000 massime previste dal regolamento del Torneo.

[La prima parte della storia la trovate qui: Torneo IoScrittore story /1]

Alla fine taglio alcune intere scene e ricucio gli strappi alla bell’e meglio. Carico il tutto all’ultimo minuto, come sempre.

Espletati i compiti del bravo partecipante (leggere e giudicare incipit) giunge il tempo del Salone del Libro: Acque morte è in semifinale! Comincio a farci l’abitudine. I giudizi ricevuti sono in media molto buoni, anche se alcuni criticano senza pietà (e giustamente) alcuni aspetti del testo. Sono ottimista, anche perché da quest’anno il numero dei semifinalisti è 300 e non più 200.

Nel 2013 il Torneo abbandona Mantova per Milano. I finalisti (o meglio, i vincitori, come ora vengono chiamati) saranno soltanto dieci e verranno proclamati a metà novembre in uno specifico evento durante Book City Milano. Anche stavolta decido di essere presente, ma Acque morte non figura nell’elenco dei vincitori. Sono deluso, ma pazienza. La trasferta a Milano è però stata l’occasione per conoscere di persona una “collega” di Torneo, anche lei finalista nel 2011… Lei era sicura che Acque morte sarebbe stato tra i dieci. Forse non era ancora giunto il suo momento.

Si avvicina la quinta edizione del Torneo, quella del 2014. A essere sincero, sono un po’ stanco della formula, decisamente faticosa (nel 2013 ho letto 20 incipit e ben 15 opere complete…) ma soprattutto molto, troppo lunga. Aspettare nove mesi è davvero un supplizio. Anche seguire il blog è diventato faticoso, a causa soprattutto dei troppi cretini che lo usano per sfogare le proprie paturnie. Sul blog però mi sono anche fatto, negli anni, alcuni amici (soprattutto amiche, in verità…), con cui siamo in contatto anche al di fuori del Torneo.

Continuo a revisionare Acque morte, anche tenendo conto dei giudizi dei colleghi di Torneo, soprattutto quelli sull’opera completa, considerata buona, ma migliorabile. Nel 2014, chissà, potrei anche partecipare per la quinta volta, e ripresentare Acque morte… Tra l’altro quest’anno il regolamento prevede “solo” 15 incipit e 10 opere complete da leggere. Sono molto indeciso, alla fine sono due mie amiche torneiste che mi convincono a partecipare, con la disarmante motivazione: “Altrimenti senza di te non ci divertiamo”. Come rifiutarsi? Sante donne… E così, dopo aver di nuovo tolto alcune scene (il romanzo continua a essere troppo lungo) sono di nuovo in pista (all’ultimo minuto, ovviamente…) e in attesa dei 15 incipit.

Il regolamento del 2014 prevede l’inedita possibilità di caricare l’opera completa definitiva fino a qualche settimana dopo la chiusura della prima manche e l’annuncio dei semifinalisti. E’ una novità un po’ complicata, ma che mi consentirà di revisionare ulteriormente il romanzo anche in funzione dei giudizi ricevuti. D’altra parte, l’ultima versione che caricherò sarà quella che verrà letta integralmente, è la più importante. Perché, sì, do per scontato di riuscire ad arrivare in semifinale (ci sono riuscito l’anno precedente, dovrei riuscirci pure quest’anno, con un testo che ritengo migliore), anche se arrivare tra i dieci finalisti (pardon, vincitori…) è un’altra storia.

Leggo, scrivo giudizi sugli incipit, li invio all’ultimo minuto. Come da copione. E’ il momento del Salone del Libro di Torino. Nonostante ci sperassi, quando Acque morte compare in cima alla lista dei 300 (non è colpa mia se comincia per “A”…) sono emozionato. Stavolta sono convinto di avere qualche possibilità in più, ma 10 su 300 sono davvero pochi. I giudizi mi sembrano un po’ migliorati rispetto allo scorso anno, ma si tratta in fondo solo dell’incipit, e vanno presi con le molle. Tra l’altro, per come il romanzo è strutturato, l’incipit non rispecchia del tutto il resto dell’opera. Ci vorrà una buona dose di fortuna. Vedremo, anche se novembre è ancora molto molto lontano. Ho tutto il tempo per leggermi 10 romanzi… Anzi, no. Devo revisionare!

Perciò riprendo in mano il testo, rimetto insieme le scene tagliate, provvedo all’ennesima revisione (e, soprattutto, asciugatura), quindi taglio per (spero) l’ultima volta le solite scene, integro, ricucio. E invio la nuova versione (15 minuti prima della chiusura dei termini, tanto per non smentirmi…). Un lavoro defatigante…

Ora restano oltre cinque mesi per dedicarmi alla lettura dei romanzi che ho ricevuto e alla stesura dei giudizi che, stavolta non voglio rischiare, invio ben un giorno prima della scadenza. Non resta molto altro da fare, se non aspettare. Nel frattempo il titolo del mio romanzo ogni tanto fa capolino sul blog del Torneo, citato da qualche torneista che lo ha avuto in lettura e al quale è piaciuto, cosa che, sì, fa ben sperare, ma in fondo non vuol dire poi molto. Scopro pure di avere una fan accanita che tenta disperatamente di contattare l’autore di Acque morte, ma a malincuore me ne devo stare buono buono, il regolamento parla chiaro…

L’appuntamento del 15 novembre a Book City Milano si avvicina. Sto progettando di andarci, vedi mai che vinco e non sono lì… 🙂 Ma gli orari dell’evento sono tali da rendere praticamente impossibile andare e tornare in treno in giornata, e alla fine devo rinunciare. Oltretutto quel sabato Milano è impraticabile a causa dell’alluvione, ed è meglio così. Seguirò la diretta su Twitter. Ma me ne ricordo un po’ in ritardo e il programma subisce una lieve anticipazione. Risultato: quando apro la pagina Twitter di IoScrittore, la prima cosa che vedo è l’immagine del tweet che annuncia i 10 vincitori. Acque morte è lì, che occhieggia dalla prima riga. Stavolta sono proprio sorpreso. Certo che ci speravo, solo che dentro di me non ci contavo un gran che. Ma a quanto pare la fortuna ha fatto la sua parte. Solo ora mi accorgo dei messaggi preoccupati delle mie due amiche che non capivano dove potessi essere finito…

A questo punto mi paleso sul blog, accolgo un po’ frastornato gli auguri dei torneisti e finalmente la mia fan può avere soddisfazione! Ma sono preoccupato. Molto. Ora ho una possibilità su dieci di diventare cartaceo (l’annuncio è previsto per il 18 dicembre), ma anche nove su dieci di restare ebook. Per me è un deja vu del 2011. Per carità, è un grande riconoscimento (i romanzi in gara erano 2.300), ma per Acque morte, su cui credo moltissimo, potrebbe anche rivelarsi un vicolo cieco. Deciderò il da farsi quando arriverà il contratto da firmare, vedrò quali saranno i termini, e magari proverò a contrattare. Altro non saprei che fare.

Passano i giorni e le settimane. Il contratto per l’ebook non arriva. Stranamente la cosa non mi insospettisce. Anzi, sono quasi contento di posticipare quella decisione che prevedo sofferta. Nel frattempo mi crogiolo nell’attesa della pubblicazione in appendice al Giallo Mondadori del racconto Carnevale di sangue che ha vinto il premio GialloLuna NeroNotte. Dovrebbe uscire a inizio dicembre. Per il commissario Aldani è una bella soddisfazione. Comunque vada.

E un bel giorno arriva la mitica telefonata. Anzi due.
Sarò cartaceo, dunque!
Non riesco a capacitarmene.
Ci vorrà l’annuncio del 18 dicembre per farmene davvero rendere conto.
Un annuncio che per la prima volta esplicita la casa editrice del gruppo GeMS che pubblicherà un romanzo vincitore in cartaceo. Non era mai accaduto in cinque anni di Torneo, e non chiedetemi perché. Non solo. I comunicati stampa diramati da GeMS fanno esplicitamente il mio nome “vero”.
Voglio pensare che tutto ciò sia di buon auspicio.
Perché qui, davvero, comincia l’avventura…
Davvero, davvero…