DRM e diritti dei lettori, la follia del vendor lock-in nel mercato degli ebook

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Se vi state chiedendo cosa c’entri il Vendor lock-in con gli ebook e i diritti dei lettori, fidatevi, c’entra eccome.

Vi è mai capitato di inveire con un certo ardore contro questo o quel reader o piattaforma perché non riuscite a leggere l’ebook che avete regolarmente comprato su un’altra piattaforma? Sí? Ecco, eravate alle prese col Vendor lock-in.

A chi bazzica professionalmente il mondo del software, questi due termini sono familiari. Ma cosa significa di preciso Vendor lock-in? Wikipedia ci viene in aiuto:

In economics, vendor lock-in makes a customer dependent on a vendor for products and services, unable to use another vendor without substantial switching costs. Lock-in costs which create barriers to market entry may result in antitrust action against a monopoly.

In altre parole, il lock-in ci lega a doppio filo a un determinato produttore e rende molto difficile (e costoso) abbandonare quel produttore per un altro. Il lock-in si applica a tutti i settori dell’economia, ma in quelli tecnologici, e informatico soprattutto, pare allignare rigoglioso.

Resto nell’ambito degli ebook e faccio un esempio concreto. Avete un Kindle, e di solito acquistate gli ebook su Amazon. Vi capita di trovare un’offerta su qualche altro store, ad esempio Ultima Books o Book Republic, e scaricate un ebook a un prezzo eccezionale, o magari gratis, approfittando di una delle tante offerte che ogni giorno vi arrivano nella casella di posta (Il Segnalibro di Book Republic, in questo, è al limite dello stalking…).

Poi però scoprite con raccapriccio che l’ebook che avete scaricato sul vostro PC (se ne visualizzate l’estensione leggerete un criptico .acsm) non riuscite ad aprirlo con nulla. E se lo caricate a mano sul vostro Kindle, non riuscite a leggerlo neppure lì. Perché?

Perché l’ebook è protetto dai famigerati DRM Adobe.

A meno che non vogliate riacquistare l’ebook su Amazon e scaricarlo sul Kindle, l’unico modo per leggerlo è di installare sul vostro PC il software Adobe Digital Edition (gratuito, e ci mancherebbe…), registrarvi al portale Adobe (sì, proprio quello cui alcuni mesi fa anonimi pirati informatici hanno rubato “solo” 38 milioni di account costringendo Adobe a notificare di corsa i propri utenti…), quindi cliccare sul file dell’ebook. Finalmente, dopo esservi autenticati, si aprirà il vostro libro (che in realtà viene scaricato solo in quel momento…) e potrete leggerlo sullo schermo del vostro PC (attività peraltro alquanto scomoda).

Se invece siete testardi e volete leggere quell’ebook sul vostro Kindle (pensiero più che naturale, mi pare, essendo il Kindle un reader, e un reader serve a leggere ebook, giusto?), ebbene potete scordarvelo, perché (legalmente) non è possibile.

Se invece del Kindle avete un iPad, le cose vanno (un po’) meglio. Al posto del solito iBook, dovete scaricare un’altra app (gratuita, e ci mancherebbe…), per esempio Bluefire, registrarvi al portale Adobe, autenticarvi e finalmente potrete leggere il vostro agognato libro. Peccato che se usate iBook per gestire e leggere tutti i vostri libri digitali, sarete costretti a usare due applicazioni separate, oppure trasferire tutto su Bluefire, che, obiettivamente, è molto più brutto di iBook.

Faccio un altro esempio, speculare. Avete comprato e scaricato un ebook da Amazon, magari via wifi direttamente dal Kindle (invero comodissimo, lo ammetto), e poi vi viene voglia di leggerlo su un altro reader (un Sony, o un iPad, tanto per dire). O magari sul PC, perché no, ognuno ha diritto alla propria dose di masochismo.

Ebbene, trattasi di missione (quasi) impossibile. Qualsiasi file scaricato col Kindle e poi trasferito, ad esempio collegando il lettore al PC, su un qualsiasi altro reader, o sul PC stesso, è illeggibile. Perché?

Perché l’ebook è protetto dai DRM di Amazon, che lo rendono leggibile esclusivamente sul Kindle associato all’account di Amazon con il quale l’ebook è stato scaricato.

Ditemi se questa non è follia. Pura follia.

Si chiamano DRM, Digital Rights Management, e questa è la definizione sintetica di Wikipedia:

DRM is a class of technologies that are used by hardware manufacturers, publishers, copyright holders, and individuals with the intent to control the use of digital content and devices after sale.

Avrebbero lo scopo di arginare il fenomeno della pirateria, ma sembrano fatti apposta per mandare fuori di testa i normali lettori (nel senso degli umani…), mentre i pirati se ne fottono allegramente. E questa è la ragione per cui ho scritto “quasi impossibile”. Come credo tutti sappiano, i DRM degli ebook (come i DRM di quasi ogni prodotto digitale) sono più o meno facilmente aggirabili tramite appositi programmi. E’ così facile che in molti si cimentano in tale attività, basta frequentare uno dei tantissimi gruppi nei vari social dedicati ai libri per imbattersi, senza nemmeno cercarli, in decine, centinaia di ebook sprotetti. Diciamo, piratati…

Non vorrei indurre il lettore in equivoci. Io sono radicalmente contrario a quel tipo di pirateria, che considero una pratica immorale, ancorché illegale. E non potrei pensarla altrimenti, visto che un giorno potrei trovarmi nei panni dell’autore (e qui sorrido…) che si vede violati i propri sacrosanti diritti.

Perciò non scaricate MAI ebook piratati, e men che meno mettete in circolazione ebook da voi sprotetti! È illegale (ed è giusto che sia così), ma soprattutto rende le cose più difficili agli editori (che di questi tempi di gatte da pelare ne hanno già abbastanza) e agli autori.

Ci sono però situazioni in cui considero l’attività di sprotezione di un ebook un diritto inalienabile del lettore. E sono i casi citati in apertura. Se io acquisto o scarico legalmente un ebook devo poterlo leggere su qualsiasi piattaforma o reader. I vincoli artificiosi imposti dai DRM sono inaccettabili, e giustificano qualsiasi azione volta a rendere leggibile quel file quando e dove ci pare.

La rete pullula di spiegazioni su come sproteggere un ebook, sia un formato ePub protetto da DRM Adobe, sia un formato Kindle, ma la maggior parte sono riconducibili a un’unica fonte: Apprentice Alf’s Blog. La tagline del sito è emblematica: Everything you ever wanted to know about DRM and ebooks, but were afraid to ask.

Il buon Alf ha sviluppato dei programmi abbastanza semplici da usare. Mai però quanto usarli nella loro versione plugin per Calibre, il mitico software open source per la gestione di biblioteche digitali. Calibre è decisamente il migliore, ricco di funzioni di conversione da un formato all’altro, e utilissimo per caricare i file nei vari reader (incluso il Kindle). Caldamente consigliato.

Una volta installato Calibre e il plugin di Apprentice Alf, non è ancora finita.

Se volete sproteggere un ebook in formato Kindle, dovete configurare il plugin con il codice contenuto nel vostro reader, che serve come chiave per decrittografare l’ebook, quindi importare il file dentro Calibre. Unico inconveniente, è possibile decrittografare solo gli ebook scaricati con quello specifico Kindle. Cioè non potete sproteggere col codice del vostro Kindle il file che vostra moglie ha scaricato sul proprio (usando il suo account Amazon).

Se invece volete sproteggere un ebook in formato ePub con DRM Adobe, dovete purtroppo installare sul vostro PC il pacchetto Adobe Digital Edition, autenticarvi e importare nella libreria Adobe il famigerato file .acsm. Solo dopo potete procedere alla sprotezione tramite il plugin di Calibre, importando semplicemente il file ePub che trovate nell’apposita cartella di Adobe Digital Edition. Anche in questo caso c’è un inconveniente: se avete già scaricato quell’ebook tramite Adobe Digital Edition con un diverso account (Adobe ID), il programma semplicemente non ve lo farà riscaricare e darà errore… E nemmeno riuscirete a sproteggere il file ePub proveniente da un Adobe Digital Edition associato a un diverso account.

(E per gli ebook scaricati sull’iPad? Niente paura, c’è chi ha pensato anche a loro, e sul sito di Apprentice Alf ne trovate le coordinate)

Bene, ora sapete che si può fare, ma sapete anche che, pur eticamente lecito, è di fatto illegale…

Riporto testualmente la Anti-Piracy Notice che Apprentice Alf mette in grande evidenza sul proprio sito:

Please only use this application for gaining full access to your own ebooks for archiving/conversion/convenience. De-drmed ebooks should not be uploaded to open servers, torrents, or other methods of mass distribution. No help will be given to people doing such things. Authors, retailers and publishers all need to make a living, so that they can continue to produce books for us to read. Don’t be a parasite.

Traduco letteralmente in quanto lo merita:

Per favore, usate questa applicazione solo per ottenere il pieno accesso agli ebook di vostra proprietà per scopi di archiviazione, conversione, convenienza. Gli ebook sprotetti non dovrebbero essere caricati su server pubblici, servizi Torrent, o altri strumenti di distribuzione di massa. Nessuna assistenza sarà data a coloro che fanno tali cose. Autori, rivenditori ed editori devono tutti guadagnarsi da vivere, cosicché possano continuare a produrre libri che noi possiamo leggere. Non siate dei parassiti.

I DRM sono solitamente apposti sugli ebook di autori affermati editi da medi e grossi editori e venduti a un prezzo importante (5, 6 euro in su). Per gli ebook di prezzo inferiore (i classici 0,99, 1,99, 2,99 euro, ecc.) avrete invece notato che sono quasi sempre venduti con protezione cosiddetta social DRM, o watermark.

Di che si tratta? Consiste nell’aggiungere all’ebook che state scaricando una sorta di ex libris digitale contenente il nome (o l’account) che ha acquistato l’ebook. Il social DRM agisce pertanto come semplice deterrente psicologico alla diffusione di quell’ebook nel sottobosco della pirateria. È chiaro che il watermark è più efficace quando è abbinato a un prezzo basso, così da indurre il potenziale acquirente a non perdere tempo a cercare l’ebook in versione piratata (la quale, ricordiamolo, non offre nemmeno garanzie sull’integrità del contenuto, che potrebbe essere stato manipolato arbitrariamente…).

(Nel caso non fosse chiaro, gli ebook con social DRM sono liberamente convertibili da un formato all’altro e leggibili su qualsiasi reader. In pratica, il watermark non è un DRM…)

Qui si rischia di entrare in complesse valutazioni sull’effetto del prezzo di un bene digitale sulla pirateria. È chiaro che prezzi bassi implicano minore pirateria, ma bisogna salvaguardare i bilanci degli editori, che sotto certi prezzi non possono permettersi di scendere.

Tornando alla questione iniziale del Vendor lock-in, è ovvio che i grossi vendor (leggi Amazon, Apple, Kobo…) tenderanno sempre a costruire attorno al proprio cliente/lettore dei recinti invisibili (che spesso consistono nei DRM o nei formati proprietari) per impedire che passi alla concorrenza. E’ il mercato.

Prima o poi le cose cambieranno, per il momento attrezziamoci per difendere i nostri diritti di lettori digitali.