#VeneziaMioFuturo: la città merita rispetto

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    Quando i veneziani dicono basta, a un turismo insostenibile, a un moto ondoso fuori controllo, a uno spopolamento inarrestabile, a una politica assente, possono succedere tante cose. Ad esempio che i balconi e le finestre della città si ricoprano di centinaia di lenzuola con scritte colorate cui i cittadini affidano il proprio sentire. Per far ascoltare la propria voce. Perché Venezia non è un museo o un parco giochi per turisti. Perché Venezia merita rispetto. Perché il futuro dei veneziani è a Venezia.

    VeneziaMioFuturo-nizioo-2Ecco una selezione delle scritte sui “nizioi”, le lenzuola, tutte diverse le une dalle altre, perché ognuno ha interpretato il messaggio a modo suo:

    Venezia è il nostro futuro
    Venezia chiede rispetto
    Venezia è il mio futuro
    A Venezia, evviva, sono residente
    Voglio continuare a vivere a Venezia
    Rispettiamo Venezia, no alle onde
    Il mio futuro è Venezia
    Moto ondoso fuori controllo
    Residenti resistenti
    Venezia è sacra, rispettate le sue pietre
    Distruggete Venezia solo per denaro

    La pacifica sollevazione popolare alla quale mi riferisco, il cui hashtag #VeneziaMioFuturo #VeniceMyFuture ha fatto rapidamente il giro del mondo, è iniziata sabato 2 luglio, grazie all’iniziativa di alcune associazioni veneziane (FAI, Gruppo 25 Aprile, Italia Nostra, Masegni & Nizioleti Onlus, l’AltraVenezia), e ha trovato immediato appoggio in tutta la città. Non solo, oltre ai trecento iniziali “nizioi” se ne sono aggiunti (e continuano tuttora) decine ogni giorno. Spuntano ovunque, in una inaspettata gara di spontaneità e passione civile che lascia senza parole e fa ben sperare per il futuro della città.

    Lo slogan della campagna, #VeneziaMioFuturo, anzi, l’idea stessa della campagna, sono nate spontaneamente all’indomani dell’infelicissima dichiarazione, comparsa sulla stampa locale a fine maggio, del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il quale avrebbe affermato che “il futuro dei veneziani è a Mestre” (ecco, ad esempio, l’articolo de La Nuova Venezia che parla di “tradimento”). L’improvvida frase del primo cittadino ha innescato l’immediata reazione dei veneziani (e non solo) e i “nizioi” non sono che la logica conseguenza della loro indignazione.

    La civile protesta culminerà il giorno del Redentore, il 16 luglio, proprio nel momento di massima ricettività della città che sarà letteralmente presa d’assalto da decine di migliaia di turisti. Sì, perché anche il Redentore, festa popolare per antonomasia e dalle origini antiche (è nata per ricordare la fine di una pestilenza nel 1577) è vittima di questa corsa autodistruttiva verso la massimizzazione delle presenze turistiche, in un tripudio di sponsorizzazioni e profanazione delle pietre di Venezia che non ha pari a mondo. Pare che, nella foga di blandire sponsor e partner del comune, anche la tranquilla isola di San Giorgio verrà utilizzata per esporre di automobili. Sì, macchine. Che altro aggiungere?

    Torniamo alla nostra mobilitazione. Io dunque ero là. Ho partecipato ai flashmob di sabato 2 luglio sui ponti e nei campi di Venezia. E aggiungo che la cosa che più mi ha impressionato è stata la trasversalità della protesta: le vele (come affettuosamente chiamiamo le lenzuola con le scritte) sono comparse sulle scuole, sui palazzi nobiliari, sulle case più ordinarie, in una insospettabile gara che ha abbattuto ogni steccato, ammesso che mai in città ce ne fossero stati.

    Io ero là, anche quando da una barca abbiamo documentato la simbolica “presa” del vaporetto, con gli amici che hanno steso un lenzuolo sulla poppa di un affollato”battello”, sotto lo sguardo incuriosito dei turisti e il plauso delle barche in transito. Ecco il video visibile sul canale Youtube del Gruppo 25 Aprile (ce ne sono molti altri, dateci un’occhiata):

    Sui social continuano a girare decine e decine di fotografie dei “nizioi”. Seguite l’hashtag #VeneziaMioFuturo e fatevi un’idea della portata di ciò di cui vi parlo. O magari guardatevi le splendide fotografie di Althea Pauletto.

    La stampa ha dedicato un ampio spazio all’evento, con paginate intere sui quotidiani locali del giorno dopo, domenica 3 luglio. Per non parlare dei siti e dei blog. Anche la RAI, con il TG3 regionale, vi ha dedicato un ampio servizio nell’edizione della sera di sabato.

    Ecco una selezione di titoli da TV e quotidiani in edicola:

    Venezia è il futuro, non un museo (TG3)

    “Venezia ha un futuro”: il flash-mob record (Repubblica)

    Venezia invasa da trecento striscioni “Il futuro è qui” – Trecento striscioni sui palazzi – “Venezia è il mio futuro” (La Nuova Venezia)

    Trecento lenzuola e un grido: “Venezia è il mio futuro” – Grido d’allarme per il futuro di Venezia – Appello all’Unesco di numerose associazioni perché la città venga inserita tra i siti in pericolo (Il Gazzettino)

    Lenzuola alle finestre: Venezia ha futuro – Flash mob per dire al mondo che la città è viva e per ‘rispondere’ al sindaco – “Venezia ha futuro”: teli colorati su palazzi, scuole e nei vaporetti – Dal Canal Grande al Sacro Cuore di Parigi, 300 lenzuola invadono la città contro moto ondoso, invasione turistica, spopolamento (Corriere del Veneto)

    Trovate la rassegna stampa completa sull’apposita pagina del sito del Gruppo 25 Aprile.

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    L’appello al direttore generale dell’UNESCO.

    Cosa significa tutto ciò? Forse che la partita è molto importante? Che il futuro di Venezia è questione che interessa tutti i cittadini? Certo. Anzi, che interessa l’intero Paese, il mondo tutto. Non è un caso che i promotori dell’iniziativa abbiano rivolto il 7 luglio un accorato appello al direttore generale dell’UNESCO, Irina Bokova, alla vigilia dell’apertura a Istanbul (avvenuta il 10 luglio) della 40ma sessione annuale del Comitato UNESCO che si occupa dei siti patrimonio dell’umanità.

    [UPDATE: proprio mentre sto scrivendo, giunge notizia che oggi 14 luglio 2016, l’UNESCO ha adottato all’unanimità una risoluzione con cui viene dato all’Italia un ultimatum, una situazione che crea circostanze comparabili a quelle che portarono all’adozione della prima Legge Speciale per Venezia. Una grande vittoria per i veneziani, per gli italiani, per il mondo intero!]

    Il 2 luglio 2016, per Venezia, è stata una giornata davvero speciale, uno di quei momenti che segnano una svolta. E io sono fiero di esserci stato.

    VeneziaMioFuturo